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Composizione

La corte

Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche è disciplinato dall'art. 139 del R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 (Testo unico sulle acque e impianti elettrici) che colloca la sua sede in Roma, nel Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour e così ne detta la composizione:

  • un Presidente,  equiparato al  Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione,nominato con decreto del Presidente della Repubblica su deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura  e di concerto con il  Ministro della Giustizia;
  • un Presidente supplente, scelto fra i Presidenti di sezione della Corte Suprema di Cassazione, nominato con decreto del Ministro della Giustizia  su designazione del Primo Presidente della Corte di cassazione sentito il Consiglio direttivo;
  • quattro Consiglieri di Cassazione; nominati con decreto del Ministro della Giustizia  su designazione del Primo Presidente della corte di cassazione, sentito il Consiglio direttivo;
  • quattro Consiglieri di Stato, nominati con decreto del Ministro della Giustizia  su designazione del Presidente  del Consiglio di Sato, sentito il Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa;
  • tre esperti, iscritti nell'albo degli ingegneri , nominati con decreto del Ministro della Giustizia in conformità alla deliberazione del Consiglio Superiore della Magistratura adottata su proposta del Presidente del Tribunale superiore .

Nelle stesse forme previste per i titolari sono nominati in pari numero componenti supplenti del Tribunale superiore, ( art. 139 T.U. n. 1775/1933, modif. da D.L. 24 dicembre 2003, n. 354)


In assenza del Presidente titolare e del Presidente supplente , presiede il più anziano di grado fra i membri  consiglieri di Cassazione e di Stato, calcolandosi l’anzianità con riferimento al ruolo di appartenenza.


Tutti i componenti del Tribunale Superiore durano in carica cinque anni e possono essere riconfermati, escluso il Presidente, la cui carica non ha limite di tempo, quanto al T.U. n. 1775/1933, ma, essendo un incarico direttivo  ricoperto da un giudice ordinario, non può superare i quattro anni,  riconfermabile per un solo altro quadriennio.